Vogliamo riconnetterci all’acqua come elemento simbolico della città. La suggestione di Matta Waterfront è quella di muovere dall’area urbana intorno al Matta per seguire il corso dell’acqua del fiume fino ad arrivare alla foce, compiendo un attraversamento umano e paesaggistico. Un attraversamento che è fondamentalmente “un ascolto” della città, delle sue esigenze e desideri. Il fiume, assume un ruolo centrale di “innesco” per le azioni rivolte verso la città e i suoi cittadini. Parliamo del tratto terminale del fiume che attraversando il porto canale e le aree golenali, offre un mix di paesaggi diversi tra loro, passando dal centro città a zone non edificate dove la natura riprende spazio.
A partire dalla centralità dello Spazio Matta si innesta un hub dinamico dove le arti performative possano fiorire in simbiosi con il processo di rigenerazione del lungofiume offrendo nuove prospettive sulla relazione tra città e fiume, aprendo nuovi spazi di espressione artistica e partecipazione civica. Vogliamo costruire una struttura organica/culturale che scorre insieme all’acqua avvolgendo i cittadini in un percorso di ri-scoperta di quegli elementi simbolici che legano la città di Pescara al fiume e al mare.
Un movimento che procede come un’onda, raccoglie frammenti legati al passato (storie del borgo marino) spingendosi in avanti verso sviluppi futuri per immaginare una convivenza più pacifica tra essere umano e natura. Le azioni d’arte contemporanea dalle residenze community-based, all’etnografia sonora, sono tutte basate sulla partecipazione attiva con l’obiettivo di spingere i cittadini a riappropriarsi delle aree limitrofe al fiume come spazi di benessere individuale e collettivo. In linea con la policy cittadina le pratiche artistiche diventeranno dispositivi immaginativi capaci di prefigurare nuovi scenari di sviluppo per le aree golenali, orientati alla fruizione sostenibile, al tempo libero e a forme di turismo a basso impatto, profondamente connesse con l’identità e la vocazione ambientale del territorio.
Il progetto è sostenuto da Laboratorio di Creatività Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
Partner
Comune di Pescara
Fondazione Pescarabruzzo
Università degli studi G. d’Annunzio Chieti-Pescara
Faieta Motors
In collaborazione con
Legambiente Abruzzo
Lega navale italiana, sezione di Pescara.
Coordinamento Dipartimento di Architettura università d’Annunzio – prof Massimo Angrilli e prof.ssa Luciana Mastrolonardo
Esplorazioni aperte alla città. Il Dipartimento di Architettura promuove una ricerca-azione partecipata sul rapporto tra città e fiume. Le esplorazioni, aperte alla cittadinanza, si configurano come derive collettive lungo il fiume: dispositivi esperienziali di lettura del territorio che coinvolgono docenti, artisti, studenti e abitanti.
A cura di Anouscka Brodacz e Annamaria Talone
Residenza. Raccolta di registrazioni ambientali, conversazioni e interviste con persone che vivono o attraversano gli spazi urbani lungo il fiume. Il lavoro, a metà fra mappatura sonora e documentario sonoro, costruisce un archivio di voci e paesaggi acustici.
Restituzione pubblica. Tour sonoro in barca, durante il festival, lungo il tratto lungofiume, dalla zona più interna fino alla foce, durante il quale i materiali raccolti verranno ascoltati in cuffia wireless (Silent System). Un’esperienza immersiva in cui il paesaggio reale e quello registrato si sovrappongono, permettendo al pubblico di attraversare una mappa sonora viva del territorio.
A cura di Marcella Russo
Residenza. Giovanni Gaggia sviluppa un percorso di ricerca e incontro con pescatori, ex pescatori, famiglie, studenti e comunità locali, raccogliendo storie, memorie e saperi legati al porto, al fiume e alla tradizione della pesca.
Restituzione pubblica. Durante il festival da questo processo nasce un’installazione tessile collettiva, realizzata con comunità intergenerazionali: una rete simbolica di fili, voci e memorie che restituisce il patrimonio umano e culturale della costa adriatica.
Coordinamento Gianluca Magnasco
Il laboratorio propone un’esperienza di esplorazione musicale incentrata sui tamburi taiko, la percussione tradizionale giapponese, in dialogo diretto con i suoni naturali del fiume.
Laboratorio multidisciplinare per bambini delle scuole primarie, condotto dai formatori Elena Mastracci, Jörg Christoph Grünert, Cam Lecce e Rosalia Miceli.
Attraverso pratiche artistiche, esperienze sensoriali e attività laboratoriali, i bambini esplorano il legame tra acqua, territorio e cura ecologica, sviluppando nuove forme di relazione con il paesaggio fluviale.
Coordinamento Osvaldo Bianchi
Il contest prevede la creazione di un’orchestra inclusiva ispirata ai suoni del fiume, coinvolgendo studenti del Conservatorio e giovani musicisti del territorio. Un percorso di ricerca, composizione e sperimentazione sonora che mette in dialogo ambiente, musica e partecipazione.
A cura di Flavia Massimo
Call aperta ad artisti e collettivi che operano nei campi della performance site-specific, dell’arte sonora e della media art. Il progetto sostiene la realizzazione di interventi artistici in contesti fluviali inusuali – naturali o urbani – come ponti, rive, imbarcazioni e altri spazi non convenzionali, promuovendo nuove modalità di relazione tra arte, paesaggio e comunità.
Festival itinerante che intreccia performance, installazioni, concerti e momenti di restituzione dei processi sviluppati nel corso dell’intero progetto. Attraverso un programma diffuso lungo il fiume, il paesaggio urbano e fluviale viene attraversato e attivato come spazio condiviso di incontro, ascolto e partecipazione. Al centro del festival, gli interventi selezionati attraverso la call Delta costituiscono il cuore del programma, attivando spazi inusuali — rive, ponti e imbarcazioni — attraverso azioni artistiche site-specific. Intorno a questo nucleo si articolano le altre restituzioni: Etnografie Sonore, come esperienza di ascolto geolocalizzato, e Trame Adriatiche, nella forma di un’installazione tessile collettiva, insieme agli esiti di Flumina Ludens e Musica a KM 0, che traducono in forma performativa e musicale il lavoro sviluppato con il territorio.
